“Lucy proviene da quella parte di me che è capace di dire cose cattive e sarcastiche, che non è una buona caratteristica da avere, così Lucy è per me un ottimo sfogo”. (Charles M.Schulz)
Mi chiedo come mai non abbia ancora raggiunto il successo in campo fotografico.
Eppure anche a lavoro non faccio altro che fotografare la gente. Certo non si tratta proprio di fotografie, ma comunque sono sempre scatti.
Cagatemi, ditemi che vi piacciono le foto che faccio. Serena mi ha detto che in effetti le ultime che ho fatto sono belle, poi però ha sbagliato una cosa: mi ha detto “il parco delle foto è bellissimo”. Non ci siamo. Il parco non è bello, sono le foto a essere belle! Come quando conoscete uno per corrispondenza, vi manda la foto e dite “bello, non vedo l’ora di incontrarlo” poi lo incontrate e notate che è un cesso ambulante, di quelli che usano gli operai dei cantieri sulla Salerno-Reggio Calabria. Allora pensate che chi lo aveva fotografato doveva essere per forza bravo. Io voglio essere così. Poi Maurizio mi fa “che macchinetta hai? Fa delle belle foto”. Ditelo che ce l’avete con me.
Comunque se arrivate a leggere questo post fino all’ultima riga fate un ultimo sforzo e cliccate qui: LE MIE FOTO, sappiate che con questo piccolo gesto contribuirete a fare felici una dilettante alle prime armi e la sua bimba, una reflex pagata un milione di dollari.
E’ il titolo (sempre lo stesso) che ogni anno compare su copertine di settimanali, mensili, tg e qualsiasi altra cosa possa avere un titolo (hanno già usato questo titolo per una canzone? se non l’hanno ancora fatto manca poco). E io mi sono un po’ rotta di sta rivincita, che è come quando dicono che il mondo finisce, tu aspetti quel giorno con un’ansia pazzesca e poi non finisce e ci rimani di merda perchè tu piccola babbea che altro non sei per sicurezza il giorno prima avevi anche evitato di passare dal benzinaio a mettere quei classici 10 euro di benzina (tanto il giorno dopo non saresti più esistita), poi la mattina seguente la sveglia suona come tutte le mattine e scopri di essere ancora in questo pianeta, che non è stato colpito da nessun meteorite, con l’unica differenza che ti tocca andare a lavoro a piedi perchè non hai più nemmeno un millilitro di benzina e allora basta con ste notizie sensazionalistiche e fasulle. Le ciccione non avranno mai una rivincita sulle magre, a meno che non saltino loro addosso prendendo tanta ma tanta rincorsa facendo finta di giocare a “Splat!“. Da 10 e lode l’ingenuità con la quale qualche anno fa il mio ex mi disse “che figata, hai i buchi sulle gambe!”, quei buchi però si chiamavano e si chiamano tutt’ora cellulite. E se c’era qualche anno fa figuriamoci adesso. E qui si apre un altro dibattito che affronterò prima o poi: la cellulite non ci piace perchè si chiama cellulite? Tanti (come il mio ex) non sanno nemmeno com’era fatta, anzi, la trovano una cosa simpatica. Allora vi odio tutti, voi stronzetti che non sapete nemmeno che ogni buco di cellulite ha tutta una storia sua. Come le voglie di caffè, di cioccolato e lo sapete voi di cosa avevano voglia le vostre madri quando aspettavano di partorirvi.
Il titolo di questo post non è farina del mio sacco, ma è la conclusione di un sms ricevuto stamattina in riferimento alla notte appena trascorsa sul lungomare di tutti i giorni, sempre quello. Lo stesso lungomare dove il lunedì ci si sposta più a nord, il giovedì si va tutti nel bagno davanti al grattacielo perchè fa figo, il venerdì si va cinquecento metri più a sud che c’è il dj che mette tutte le settimane lo stesso cd con le stesse tracce (Vasco con “Rewind”, Cochi e Renato con “E la vita, la vita”, Ligabue con “Urlando contro il cielo”, Ranieri con “Perdere l’amore” e infine Jovanotti con “A te” con rispolveratina di Ranieri che dice solo “E adesso andate via…” perchè inizia il coprifuoco). Prima di mezzanotte però tutti in centro dove ci si divide tra quattro bagni soprattutto in base alle aderenze politiche. Io sono tornata qua da tre mesi e già mi rompo. Comunque ritornando al messaggio di stamattina secondo me il ferragosto più saporito l’ha passato la tipa che alle cinque del mattino stava collassando con tutto l’alcool che aveva mandato giù. Ferragosto al sapore di vomito il suo, ma comunque più saporito del mio.
Occhi (i miei) puntati sui Bee Hive. Mirko con il suo piatto di polenta col sugo in testa, Satomi che sarebbe la versione animata di Branduardi, il batterista con il sorriso da paresi Mike (ma che ridi? Io piangerei se fossi in te) e il chitarrista Steve che nel telefilm era interpretato da quello gnoccolone di Marco Bellavia (l’amore della mia infanzia al secondo posto dopo Stefano Tacconi). Insomma il gruppo trash di Kiss Me Licia è tornato ed è stata una sorpresa: vedere Satomi con tre capelli in testa è di una tristezza immensa, ti fa tornare con i piedi per terra, della serie “gli anni passano per tutti”. La canzone più figa è “Freeway” (uuuu io con te vorrei essere già sull’autostrada, uuuu io e te così e solo il vento io con te…) con il coretto nella canzone che dice continuamente freeway e axel (axel chi?) che fa troppo anni 80. Medaglia d’argento a “Baby I love you”, che sembra il sottofondo musicale dei videogiochi arcade delle sale giochi. Medaglia di bronzo a “Sono solo io” che venti anni fa era entrata a far parte del mio inconscio e appena l’ho riascoltata è riemersa dagli abissi della mia capocciona a forma di ananas.
Questo perchè no? mi ha spiazzato. Volevo dirle “perchè sono giovane, ecco perchè” o “perchè nessuno mi ha mai chiesto di sposarlo in effetti”. Queste sono le tipiche domande che non ti aspetteresti mai da una persona con un minimo di buon senso, solo che poi incontri una piattola di nove anni che ti mette la pulce nell’orecchio e da lì a poco la pulce ci mette un attimo a trasformarsi in un tremendo tarlo.
Piccola bambina cicciottella e impertinente che stasera mi hai fatto il terzo grado ti odio.
E’ arrivato il giorno in cui – complice l’inizio di una afosissima estate – anche i ciccioni come me dovrebbero mettersi a mangiare di meno. L’anno scorso la rossa, dotta e rovente Bologna mi aveva fatto perdere 6 kg. Quest’anno invece st’arietta di mare che stuzzica l’appetito mi sta facendo lievitare.. sarà la tiroide, sarà questo cuore di ciccia e questo dna di un ippopotamo, sarà che sono figlia del consumismo e del Burger King, sarà tutto quello che vi pare, ma io c’ho sempre una fame che non ci vedo! Spero solo che il mio nuovo amico Eutirox mi dia una mano a farmi riavvicinare alla tanto temuta bilancia..
Sono rinata. L’ortopedico mi ha tirato il collo come una gallina, che magnifica sensazione. Poi già che c’era gli ho chiesto “la prego scrocchiamo anche dorsale e lombare”… adesso mi sento pure più alta con sta bella colonnina vertebrale fresca fresca di manipolazioni. Mi ha consigliato di fare nuoto, soprattutto stile rana perchè il movimento delle braccia che si aprono oltre che a fare bene alla colonna fanno bene ai timidi come me perchè è come se si aprissero al mondo (desiderio irrealizzato di specializzarsi anche in psichiatria?). Poi ha detto che a 27 anni troverò la felicità (sono triste?) e che avrò un sacco di soldi (nel senso che li faccio io o trovo uno ricco sfondato?). Quando qualcuno insiste su un futuro così fiorente come puoi non assecondarlo?
Certo che un giugno così pieno di incassi i proprietari dei sun center non se lo sarebbero mai immaginati. Nemmeno io del resto, dato che per portare al mare mia nipote avevo già gonfiato Marina, il salvagente a forma di stella (marina) . Dunque eccomi qui, bianca come la neve, come lo sfondo di questo blog, come un cartoncino A4 della Fabriano, come un pizzo chiacchierino dopo il candeggio. Dai Helios, non fare il timido, metto su il cd con “Here comes the sun” di George Harrison col tasto repeat per una settimana se ti degni di apparire.
Auguri Lady Macellà, allora organizziamo la festa anni ‘80? Tu non vedi l’ora di farti il frisée, io non vedo l’ora di spolverare le musicassette per lo stereo tre metri per quattro che porterò elegantemente in spalla schioccando le dita a ritmo di “Like a Virgin”…