E’ quasi Pasqua. Allora colgo l’occasione per parlare di colombe: della cumba di Fabrizio De Andrè, della paloma di Caetano Veloso, delle colombe stanche di volare in aria di Guccini, esattamente come quelle che ogni anno vengono liberate spinte fuori dalla finestra dal Papa (mi viene l’ansia quando c’è l’Angelus, maledizione).
1 - Colombella number one: (Cucurucucù) paloma. Non la paloma di Battiato, ma quella originale di Caetano Veloso. Oggi l’ho riascoltata un sacco di volte, è una di quelle canzoni che anche se non conosci il significato capisci che è triste. Ecco la traduzione:
“Dicono che durante la notte
non se ne andò più via piangendo;
dicono che non mangiava,
non se ne andò più via tormentato.
Giurano che lo stesso cielo
si sia straziato sentendo il suo canto,
come ha sofferto per lei,
e anche alla sua morte la stava chiamando:
ay, ay, ay, cantava
ay, ay, ay piangeva
ay, ay , ay cantava
di passione mortale moriva.
Che una colomba triste
di mattino presto gli và a cantare
alla casina sola
con le sue porte aperte;
giurano che questa colomba
altro non sia che la sua anima,
che spera ancora
che la sfortuna torni indietro.
Cucurucucù colomba,
cucurucucù non piangere.
Le pietre giammai, colomba, cosa possono sapere dell’amore?”
2 – Colombella number two: A Cùmba (cumbétta, beccu de séa: colombina, becco di seta). De Andrè che canta in genovese.. lo adoro, conosco a memoria tutte le sue canzoni in genovese. Questa sì che è una cosa di cui vantarsi. Eh sì.
“…Gh’aivu ‘na bella cùmba ch’à l’é xeûa foea de cà
gianca cun’à néie ch’à deslengue a cian d’à sâ…”
(Avevo una bella colomba che è volata fuori casa
bianca come la neve che si scioglie a pian del sale)
3 – Colombella number three: quella della canzone del fiore. Nient’altro da dichiarare. Guccini non ti amo, ma mi sento un po’ costretta a citare anche te:
“Amore, pensa s’io avessi una torre colombaria
per far posare le tue due colombe stanche di volare in aria,
vederle alzarsi dritte nel cielo e atterrare fra le mie mani
per carezzarle dentro ai miei oggi e baciarle fino a domani
e baciarle fino a domani, e baciarle fino a domani
e baciarle fino a domani…”
(foto “Dove looking at me” by tozzo - www.tozzophoto.com)